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UNA STORIA (di Paulo Coelho)


Un uomo, il suo cavallo ed il suo cane camminavano lungo una strada. Mentre passavano vicino ad un albero gigantesco, un fulmine li colpì, uccidendoli all'istante. Ma il viandante non si accorse di aver lasciato questo mondo e continuò a camminare, accompagnato dai suoi animali. A volte, i morti impiegano qualche tempo per rendersi conto della loro nuova condizione…
Il cammino era molto lungo; dovevano salire una collina, il sole picchiava forte ed erano sudati ed assetati. Ad una curva della strada, videro un portone magnifico, di marmo, che conduceva ad una piazza pavimentata con blocchi d'oro, al centro della quale s'innalzava una fontana da cui sgorgava
dell'acqua cristallina. Il viandante si rivolse all'uomo che sorvegliava l'entrata.
"Buongiorno"
"Buongiorno" rispose il guardiano.
"Che luogo è mai questo, tanto bello?"
"E' il cielo.
"Che bello essere arrivati in cielo, abbiamo tanta sete."
"Mi dispiace molto", disse il guardiano, "ma qui non è permesso l'entrata agli animali."
L'uomo fu molto deluso: la sua sete era grande, ma non avrebbe mai bevuto da solo.
Ringraziò il guardiano e proseguì.
Dopo aver camminato a lungo su per la collina, il viandante e gli animali giunsero in un luogo il cui ingresso era costituito da una vecchia porta, che si apriva su un sentiero di terra battuta, fiancheggiato da alberi. All'ombra di uno di essi era sdraiato un uomo che portava un cappello; probabilmente era addormentato.
"Buongiorno," disse il viandante.
L'uomo fece un cenno con il capo.
"Io, il mio cavallo e il mio cane abbiamo molta sete."
"C'è una fontana fra quei massi," disse l'uomo e, indicando il luogo, aggiunse: "Potete bere a volontà."
L'uomo, il cavallo e il cane si avvicinarono alla fonte e si dissetarono.
Il viandante andò a ringraziare. "Tornate quando volete," rispose l'uomo.
"A proposito, come si chiama questo posto?"
"Cielo"
"Cielo? Ma il guardiano del portone di marmo ha detto che il cielo era quello là!"
"Quello non è il cielo, è l'inferno."
Il viandante rimase perplesso. "Dovreste proibire loro di utilizzare il vostro nome! Di certo questa falsa informazione causa grandi confusioni!"
"Assolutamente no. In realtà, ci fanno un grande favore. Perché là si fermano tutti quelli che non esitano ad abbandonare i loro amici…"


 

IL PERICOLO E' IL MIO MESTIERE!

Ciao ragazzi!
In questo mio ultimo periodo di silenzio mi sono dedicato all'agility dog e devo dire che mi diverto molto perché "faccio proprio quello che voglio io!"
La mia conduttrice, io l'osservo attentamente, è brava e paziente, ma ahimè sfidarmi è proprio una grande impresa perché da bravo bobtail mi piace comandare e fare il cane da pastore.
Negli allenamenti se mi impegno sono bravino e molto agile, ma spesso amo correre un po' dappertutto e farmi gli ostacoli che voglio io!
A volte salgo sulla passerella e, per fare l'acrobata da circo, mi butto giù dall'alto senza ombra di paura!
Il pericolo è il mio mestiere; quando sono in campo di agility mi sembra quasi di essere la controfigura come nei film nelle prove di pericolo!
Se mi sgridano, la mia conduttrice ed il mio istruttore, io sì…li temo un po' perché a volte sento di essere un po' esagerato nelle mie imprese, ma poi è più forte di me…riprendo a divertirmi con il pericolo: prendo lo scivolo e dall'alto prendo il volo proiettandomi nel vuoto come se fossi un aereo caccia in imprese assurde!!!
Poi arriva anche il ponte dove salgo su in alto e …ma da quassù è ancora più alto…perché non proviamo a buttarci giù da questa altezza?
Marina è sempre più spaventata nel vedermi, ma continua a portarmi agli allenamenti e ha tanta, tantissima pazienza con me perché sa che mi fa bene fare l'agility dog, mi rende agile, attivo e mi fa venire anche tanta fame.
Lo sport come fa bene agli umani, fa altrettanto bene a noi cani!
Nel campo di agility faccio anche obbedienza e …quando sono nel campo affianco di obbedienza mi comporto veramente molto bene e pensate che la mia insegnante mi fa fare persino il modello insieme ad altri due maschi, pensate che impresa!!! Ben tre maschi vicini vicini che lavorano insieme a comando.
Mi sentivo un po' nella veste del primo attore con "il pelo al vento" tutto pavoneggiante e visto che mi riprendevano era meglio essere composti e ubbidiente.
Ieri sera al campo abbiamo partecipato ad una serata di agility e giochi in campo.
Eravamo tanti cani, tutti miei amici, di tutte le razze e anche meticci e …ragazzi…che sballo!
Ci siamo divertiti un mondo a fare percorsi di agility e poi un bellissimo gioco dove il conduttore doveva correre con due bottiglie d'acqua tagliate a metà e non doveva far cadere acqua……o meglio doveva farsi meno doccia possibile correndo affianco a noi.
Lì è stata una vera impresa perché se non mi conoscete ancora o non mi avete mai visto in campo di agility sono un vero fulmine, corro velocissimo e la mia conduttrice per rimanere al mio fianco si è completamente lavata tutta!
Dopo aver cenato e brindato in allegra compagnia, cani e rispettivi conduttori, è arrivato il momento delle premiazioni e dei premi speciali.
Come velocità avrei anche potuto battere qualche border collie perché il mio tempo è stato eccellente, ma la troppa fretta di voler correre mi ha portato a fare piccoli errori nelle zone di contatto perché prendevo il volo e mi proiettavo senza badare minimamente a toccare la zona!
Però ragazzi...ho avuto un simpaticissimo premio per il CANE: IL PERICOLO E' IL MIO MESTIERE!
E sicuramente mi sta a pennello perché per chi non conosce il significato del mio nome indiano BHIMA vuol dire " il mangiatore vorace di imprese assurde"!
E direi che tutti nella votazione non si sono sbagliati.
A mezzanotte ero ancora in azione a correre da tutte le parti con i miei amichetti che erano già un po' stanchi ( loro )!
Sono felice e soddisfatto di far parte del club di agility dog perché ci si diverte un mondo!
Ringrazio la mia mamma che mi dedica del tempo per farmi divertire e per la mia salute e ringrazio i miei abili istruttori che di pazienza né hanno proprio tanta con me!
Venite a fare agility o anche solo ubbidienza: il divertimento è assicurato!!!!!!!

Ho in mente solo BHIMA, detto BHIMA
Marina

21 luglio 2007

 

FORSE LI CONOSCIAMO ANCORA TROPPO POCO….


Sono convinta che la mente dei cani (come anche quella degli umani) abbia ancora molti angoli a noi sconosciuti da esplorare e chissà se mai riusciremo a svelarli.
La storia che voglio raccontare riguarda un argomento molto triste e cioè la morte, ma credo non sia giusto che quello a cui abbiamo assistito rimanga solo nella memoria MIA E dei miei famigliari.

Per 13 indimenticabili anni abbiamo condiviso la vita con uno splendido
boxer tigrato di nome KEN, esuberante e gioioso fino a poche ore prima di lasciarci.
Una delle persone a cui era più affezionato era una mia quasi zia che non essendo
sposata viveva sola e che frequentavamo molto spesso: la Mimy.
Ken stravedeva per lei perché lo ricopriva di attenzioni e di coccole tanto che conosceva esattamente la strada per andare a casa sua e in auto, quando ci avvicinavamo all'incrocio con la sua via, iniziava ad abbaiare e a saltare freneticamente sul sedile posteriore. Poi, se la nostra destinazione non era la casa della Mimy, appena si oltrepassava dritti l'incrocio,invece che svoltare a destra, si calmava immediatamente.

Un giorno la Mimy si ammalò molto gravemente e fu ricoverata in ospedale. In quei
giorni andavo spesso a casa sua per prenderle degli indumenti e a volte c'era Ken con me che nel suo appartamento vuoto impazziva cercandola in ogni angolo e dimostrando evidente delusione perché non la trovava.

Purtroppo la malattia della Mimy era incurabile e dopo mesi di aggravamento lei morì,il 26 dicembre.

E' importante a questo punto descrivere come mi venne comunicata la notizia.

Quella mattina alle 7 portai Ken come al solito nel parco pubblico sotto casa mia, al ritorno vidi che tutte le tapparelle del mio appartamento erano alzate e capii che doveva essere successo qualcosa se mio marito si era alzato così presto in un giorno festivo. Salii le scale e sul pianerottolo trovai Gino che subito mi disse che aveva telefonato Piero; questi era il fratello della Mimy e a me non servirono altre parole perché capii tutto subito. Non la nominammo mai ma ci vestimmo in fretta per andare a casa di Piero. Percorremmo la solita strada e questa volta al fatidico incrocio Ken se ne stette tranquillo seduto come se fosse una strada per lui priva di significato. Quella mattina prestammo poca attenzione a questo fatto ma poi, nei giorni e nei mesi successivi, ci accorgemmo che Ken da quel giorno si comportò per sempre come se la Mimy per lui non fosse mai esistita. Addirittura quando andammo più volte a casa sua per liberarla dai mobili si comportò sempre come se quel luogo per lui fosse sconosciuto, non la cercò mai più per le stanze.
Come fece Ken a capire il concetto della morte? Ma soprattutto come percepì che la
Mimy si trovava ora in un'altra dimensione?

Tutto ciò non era sicuramente casuale perché non finì così ma si ripropose

in un'altra situazione analoga.

Mia zia Ada abitava, anche lei da sola, in una villetta vicina a casa dei
miei genitori. Ken giocava spesso con lei nel suo giardino e quando passavamo a piedi
davanti a casa sua si arrampicava con le zampe anteriori sul muretto DELLA RECINZIONE per vedere se c'era la zia in giardino. Ebbene dal giorno stesso in cui la zia morì Ken non si arrampicò mai più sul muretto quando passavamo lì davanti nè mai più guardò dentro il cancello per cercarla. Un giorno fui curiosa di metterlo alla prova: passando davanti alla villetta gli chiesi: "Dov'è la zia Ada?", di solito a questa domanda reagiva scalpitando e avventandosi contro il cancello perché voleva entrare da lei. Quella volta restò molto tranquillo al mio fianco e alzò verso di me uno sguardo così eloquente che mi fece rabbrividire.

Posso giurare che ciò che mi disse con gli occhi in quei pochi secondi si
potrebbe tradurre in questa frase: "Ma cosa mi chiedi; sei stupida?"


Non ho mai sentito nessuno raccontare esperienze simili vissute con i loro cani ma a me è successo per ben due volte e quindi tutto ciò non può essere privo di significato, solo che noi non lo conosciamo.

Wallydiwendy


 

La passeggiata

Sono le nove di sera e ci apprestiamo, Dob ed io, ad uscire per la passeggiata igienica. Mentre m'infilo il giaccone Dob comincia a girarmi intorno sempre più a ritmo serrato facendomi quasi inciampare. Prendo il berretto, fuori fa un freddo "cane"…, lui si ferma guardandomi con gli occhi da eterno cucciolone e sembra dirmi: "Si va? Si va?...Eh?...Vengo anch'io, VENGO ANCH'IO VERO??? Poi quando prendo i sacchettini per la "raccolta cacca" gli è palese che senza ombra di dubbio verrà fuori anche lui e comincia a zompare qui e là nel nostro metro e venti di corridoio. Il momento cruciale è quello della "presa del guinzaglio", si, dovete sapere che nel momento esatto in cui io mi chino per prendere il guinzaglio lui decide di aiutarmi e cerca (riuscendoci ogni volta) di mettere sopra la sua zampa prima della mia incontrando la mia testa con la sua ogni volta! Dopo una breve, ma significativa lotta per il potere, siamo pronti ed usciamo.

L'umidità dell'aria e la nebbiolina ci ricorda che siamo alla fine di novembre e che non è il caso di coprirci poco, pena l'influenza o minimo un raffreddore tipo quelli da confezione famiglia di fazzoletti di carta.

Ci avviamo lungo il viale alberato con aiuolona annessa dedicata agli "amanti degli animali" per la passeggiatina di cui sopra. Avanziamo: Dob con naso piantato a terra in cerca di non so quale femmina in calore o quale ormone scatenante la libidine (dovete sapere che Dob ha sempre avuto i livelli di testosterone al massimo) e io con lo "sguardo all'orizzonte" in cerca di tracce animali (ho scoperto che noi raccoglitori di cacca non siamo tanti quanti i proprietari di cani qui a Marghera).

Imbocchiamo un'altra viuzza con annesse automobili parcheggiate bordo marciapiede quando tutto d'un tratto Dob scatta in avanti all'improvviso abbaiando, con tono cattivo, con tutto il fiato disponibile in quel momento e trascinando il sottoscritto, propaggine del guinzaglio, per un paio di metri prima che mi renda conto di quanto sta accadendo.
Mi rendo conto finalmente che un bellissimo esemplare felino-tigrato-macchiato-grigio-bianco-rosso-nero, ha attraversato il marciapiede a non più di cinque metri davanti a noi e giustamente, Dob, voleva presentarsi ed eventualmente giocarci assieme (il mio cane è molto educato e giocherellone). Cerco subito di calmare Dob che da nero è diventato violaceo, con i globi oculari molto prominenti e quasi al di fuori delle orbite, due lunghe bave gli escono ai lati della bocca ed il pelo sul garrese e all'attaccatura della coda gli si è alzato di molto mentre la coda sembra una lancia puntata al cielo, ritta e rigida. Dal canto mio cerco di farmi piccolo piccolo e di non farmi notare dalle due persone che hanno aperto le finestre sopra al secondo piano per vedere cosa sta succedendo continuando ad accarezzare e lisciare Dob per calmarlo. "Eh, 'sti cani…sempre cussì, co' i vede un gàto no' i capisse più gnente". Esordisce una delle due signore affacciatesi e partecipe del mio disagio, scuotendo la testa, rientra richiudendo la finestra appannata.

Continuando la nostra passeggiata ripenso al gatto tigrato-macchiato-grigio-bianco-rosso-nero ch'è scappato e anche stasera avrà qualcosa da raccontare alla sua amichetta…

Stefanodidob


 

Il grande passo

 

"Se mi portate a casa un puzzolente peloso, vi faccio volare dalla finestra tu, TUA figlia e pure il cane. Non-voglio-caniiiii!!". "Maddai mammina bella, un S.Bernardo, un dogo argentino, un golden, almeno un beagle…è così carino, ti prego mammina-dolce-e-bella, ti assicuro che mi alzerò prestissimo io per portarlo fuori, gli preparerò il pappone e tu non ti accorgerai neanche della sua presenza". "MAI, e poi MAI un cane entrerà in questa casa! E adesso lasciatemi guardare in pace la De Filippi!!!".
"Ok Kika, mi sembra che la tua proposta sia stata accolta con entusiastico favore…. Solo che lei ancora non lo sa, scommettiamo che tra 24 ore….". " Mhhh, non credo cambierà idea, quella ci fa volare fuori sul serio".
Nemmeno dopo dodici ore dopo, al telefono…."Sai, pensandoci bene…..in fondo la Kika è cresciuta…..un cagnolino piccolo…., maloportatefuorivoi eh!".
A due ore dalla telefonata…"Allora, hai chiamato gli allevamenti dei S.Bernardo? Quando lo andiamo a prendere? Come lo chiamiamo?".
Si chiamerà Bluck, non sarà un S.Bernardo, troppo generose le sue dimensioni, né un beagle, troppa esplosiva energia in quel musetto che mi intenerisce, ma un fiero e silenzioso siberiano. Un Husky dagli occhi di ghiaccio.
Improvvisamente scopriamo che siamo incapaci di vivere senza la compagnia di un quattrozampe che sappia ululare, frenetiche telefonate agli allevatori, incessanti e-mail con il Siby Husky Club, alla fine con moglie e figlia sull'orlo di una crisi di nervi e dimentiche che per fare bambino ci vuole una donna e nove mesi, mentre nove donne ed un mese non fanno bambino (proverbio Lakota), una simpatica allevatrice veronese mi spiega che quella primavera non aveva programmato una cucciolata perché lo ha lei nel pancione un cucciolo, avremmo dovuto aspettare il dicembre successivo, ma……una siberiana che sua amica aveva preso nel suo allevamento, aveva partorito da poco la cucciolata e lei stessa li stava seguendo nella socializzazione, forse ancora un cuccioletto era disponibile. Contattata la sig.ra Nadia, il giorno dopo, "No Giulia, tu vai a scuola… no dai che scherzavo, smetti di tirare martellate sul computer, e togli quella lama dalla mia gola", nonostante innumerevoli errori stradali malgrado bussole e Gps, raggiungiamo tra ansie e frenesie, consci dell'importanza del momento, il fatidico recapito. "Mi raccomando ragazze, ricordate i test di Champbell, cercate di essere imparziali e se non siamo soddisfatti, cercheremo il nostro Bluck in altri luoghi. Raziocinio e fredda analisi!". La gentile Nadia ci accoglie in quello che solo uno spirito pio definirebbe giardino, "Tranquilli, vogliono solo annusarvi"."Ma papy, diventano così grandi!?" Fatti pochi passi nel parco appare Dora, una splendida femmina copper, pelosissima, si avvicina e ci ispeziona con curiosità, emergie anche un maschio, Rex, "Oddio ma è un LUPO!", grande-grosso e …spelacchiato, lui non si avvicina troppo, si limita a fissarci coi suoi limpidi occhioni a mandorla, cerco di non fermare lo sguardo nell'azzurro delle sue iridi, ma risulta difficile resistere al magnetismo di quella espressione enigmatica. Mentre raggiungiamo ben scortati la nursery, veniamo a sapere che i cuccioli hanno 30 giorni, sono tre sani maschiotti, due sono già prenotati ma se vogliamo, siamo liberi di scegliere il cucciolo che più ci interessa. Ci racconta di Rex, ricevuto come ringraziamento da parte di un paziente americano a cui suo marito chirurgo aveva salvato la vita, i suoi genitori avevano percorso l'Alaska sul serio, mentre il Rex essendo nato casualmente in Italia, si doveva accontentare delle nevi di Dobbiaco. La Dora era giunta più tardi, per tenergli compagnia, cacciavano in branco i merli del parco, non facevano alcuna guardia, si godevano la vita. Dora aveva rivelato il suo spirito selvaggio al momento del parto, quando incurante del luogo preparato per l'evento, ha preferito scappare sull'erba, scavare una buca al riparo di un roseto, e scodellare il primo cucciolo in solitudine ed autonomia. Solo i successivi sono nati sotto l'occhio del vet, che stazionava lì a tempo pieno.
Arriviamo davanti alla cuccia, i cagnoni si allontanano, sembrano intuiscano che non rappresentiamo minacce per la loro prole, anche Nadia ci lascia soli. Soli davanti ad una cuccia posta sotto una quercia, sembra vuota, la luce non entra nell'apertura. Forse lì dentro c'è un pezzo del nostro destino.
Qualcosa si muove all'interno, noi siamo a circa tre metri, accucciati "Ma tu li vedi?", "Io si, vedo tre tigri e due squali ed un koala"."Uffa, hai sempre voglia di scherzare, ecco-ecco sta uscendo!!!"
Un primo cucciolo con le orecchie morbide si affaccia sull'uscio, ci guarda tutti e tre, balza giù con spirito guerriero e trotterellando si avvicina. Si lascia accarezzare, ci lecca le mani e mi fa sentire la temibile potenza dei suoi dentini da latte. Il manto ha preso dal padre, bianco, grigio nero, si nota qualche riflesso rossiccio donatogli dalla madre tra il sottopelo. In un attimo ci è in braccio. Esce il secondo. Annusa l'aria, si avvicina e decide che giunto il momento di un sonnellino. Si distende col glabro pancino al sole e incurante di noi ospiti si addormenta. Il musotto del terzo fratellino compare sulla porta. Ci guarda perplesso, va a svegliare il bell'addormentato e dopo esserci riuscito se ne torna in cuccia. "VOGLIOQUESTO" strilla la Giulia con il primo uscito stretto tra le braccia con le guance grondanti bave e gli occhi innamorati del SUO cagnolino, "SIIII incartiamolo e portiamocelo a casa" aggiunge mia moglie. Ogni buon proposito, ogni test, valutazione oggettiva, passano nel dimenticatoio. "Ehi voi due lo fate tenere in braccio pure a me!". Penso che anche se spesso sarebbe opportuno scegliere con la mente e non con il cuore, in alcuni casi è giustificabile lasciare che sia l'istinto primordiale a guidarci, che sia l'emozione il faro che getti i dadi ed ignori il risultato. Il sentimento che sorge spontaneo ed imprevedibile, anarchico, impulsivo che ci convince che sarà lui il nostro compagno con cui divedere le nostre vite.
Ci fotografiamo a vicenda col cucciolo in braccio, sembra un maialino, no, è bellissimo, è il mio Bluck, il mio Bluck. Sembrava che avessimo avuto da sempre un cane. Torna la signora in compagnia della Dora, Rex riposava distante all'ombra di un gazebo, sorride, "Allora cosa ne pensate?". "Beh, insomma …se fosse possibile …noi avremmo pensato, che se non le dispiace, avremmo scelto questo cuccioletto" esclamo mentre Giulia grida estasiata quando il cagnolino le lecca per l'ennesima volta la bocca. Scopriamo che lui è il primo venuto alla luce, quello della buca, ettepareva! Il più affamato, quello che per primo si è alzato sulle zampe posteriori, quello che ha detto"dov'è l'imbracatura che oggi mi va di trainare?".
Ci accordiamo per i modi ed i tempi della consegna, dovranno passare ancora 30 giorni perché il Blucky possa essere adottato, e noi per un mese sogneremo su quelle foto scattate in una mattina di tardo maggio, consapevoli che le nostre esistenze subiranno una svolta, desiderosi di passeggiate mattutine e corse tra i boschi..
Ci accomiatiamo, adesso la Dora e Rex non ci impressionano più, li salutiamo grattandogli il collo, mi ritrovo le mani piene di sottopelo lasciatomi come ricordo di mute, ci aspetta un periodo interminabile di attesa, finchè quando travolti dalla curiosità telefono mentre ci troviamo in Austria per le vacanze. "Se desiderate, potete passare a prenderlo, secondo il vet i cuccioli sono ben socializzati ed autonomi, mi ha dato il consenso a consegnarli con una settimana di anticipo……quando volete, il vostro Bluck è qui ben cresciuto che vi aspetta".
Inutile aggiungere che abbiamo terminato immediatamente la vacanza e il giorno dopo la nostra tana aveva un nuovo ospite fisso. Sei kg di pelo e gioiosità. Un lupetto con un occhio azzurro ereditato dal padre per fissare orizzonti di neve e l'altro d'ambra, in ricordo della dolcezza della madre.
Ossi di pesche e gelati, Leonelle sanguinarie e talpe, sveglie all'alba e grattatine di pancia, argini e campi di addestramento, tanti simpatici nuovi amici ed affascinanti amiche, un mondo nuovo ci aspettava dietro all'angolo….ma questa è un'altra storia, di Bluck, nato il primo maggio nell'anno del Signore 2.004, figlio di Dora di Algusk, e Rex di Jalerran.

Massimo-Giulia-MicheladiBluck

- - - - Tra alci e tonni - - - -


Le tende da sole le avevo lasciate mezze aperte a coprire la terrazza, ora la grandine le tormentava in una maniera che sembrava di assistere allo sbarco in Normandia. Bluck fa la sua comparsa sulla portafinestra sgranocchiando uova di ghiaccio. Buono questo, Capo, mio papy mi raccontava di queste cose fredde quando era accampato lungo il Tunguska, ma non si potrebbe farle cadere al gusto di menta? Accontentati di queste, lupetto, in Siberia non siete tanto schizzinosi, ve magnate pure quelle al carbone di torba :-). Mi guarda coi suoi occhi da furbetto, dai Capo, prepariamo la colazione che poi si va a caccia di alci laggiù alla sorgente. Seeeeee, abbiamo solo fiumiciattoli inquinati e l'ultima alce è apparsa da queste parti millanta anni or sono ed ora giace impagliata al Museo di storia naturale, magari un giorno ti ci porto. Naaaa le voglio vispe e muggenti, e non troppo arrendevoli che altrimenti non c'è gusto. Stai seduto senno' non pongo a terra la ciotola con il breakfast, ti ricordi le istruzioni di Occhiverdi e del Rottenfuhrer? Testone. Oh si certo Capo, Occhiverdi Capo, 82 costole incrinate Capo. Ok, bravo così va bene, abbuffati ma non ingozzarti in sto modo che poi ti viene il singhiozzo. No, non ti faccio assaggiare la crostatina della Montedison e stai lontano dalla buccia del pompelmo. Questa è roba da Capi, tu sei gregario. E non fare il musetto da puro e casto, EH NO! il filtro del Green Tea non te lo lascio annusare, immagino già che fine farebbe. Ok Capo, ancora li? Ho già finito sono pronto, portami fuori. Col cavolo, con questo tempo da lupi, oh capperi, con questo tempo da foche te la vai a fare in terrazza sotto l'ombrello, e poi via a svegliare Giulia. Ehi Capo, ma per chi mi hai preso, per un golden? Guarda che la tua figliola inizia stamattina la terza media e la sua luna si trova nella settima casa, se le zompo a letto mi strapazza, mi tira le orecchie, mi scaccia e poi mi richiama, mi chiede se sta meglio con la coda di cavallo o con la treccia, e poi tutti quei poster di Orlando Bloom non li zopporto proprio, no Capo, non ci entro in camera sua, stamattina no. Le darò un paio di leccatine quando la vedrò uscire dalla tana, ma niente più di questo. Le femmine puah! Eeeeh vecchio mio col tempo scoprirai che passerai metà della tua esistenza ad inseguire le femmine, e l'altra metà la trascorrerai a viverci assieme. Ma non illuderti di capirle, sono inafferrabili. Vecchio mio, siamo come formiche su di un pallone, per quanto camminiamo, questo nonostante sia finito, rimane illimitato. Ma lo capirai meglio quando raggiungerai i 25 kg. Va bene, dai prendi il collare che usciamo anche se stamane, con tutta sta pioggia, più che alci troveremo i tonni. Ehm pettorina Capo? Naaa sai che Occhiverdi ce l'ha proibita. Uffa, ma mica ci vede. Magari non ci vede ma la prossima volta che la incontriamo al campo di sicuro se ne accorge che ce ne siamo approfittati e a me smette di sorridere a te ... come minimo trasforma la tua pelliccetta in un colbacco e se ne avanza, anche in uno scaldamani. Ok-ok Capo, con questa dominanza mi hai convinto.
Infila la testa dentro allo semistrozzo e quando glielo stringo esegue la solita finta a sx e mi afferra tra i molari il polso dx. Ehi Capo, sono veloce eh? Dai facciamo a tira e molla. Seeeee, quello lo facciamo col tuo birillo, brutto bastardo di un baro, molla il polso e riproviamo, eh che ne dici di questa presa sulle orecchie? Mi pari in leprotto, naaaa la mia mano aperta non riesci ad afferrarla, stupidone, mo' ti pizzico la pancia grat sgrat sgrat.
EFATELAFINITAVOIDUE!!! Sono le seiemezza, portalo fuori! Tua figlia tra poco si alza, lasciatela dormire ancora un po', ulula la Miky, l' alfa del branco, ogni giorno sempre più agitata perchè la cucciola implume la sta rapidamente raggiungendo in statura e già teme il giorno in cui ne verrà sorpassata, il peloso si divincola dall'abbraccio in cui lo avevo costretto e festoso raggiunge la alfa che sta sopraggiungendo in soggiorno, convinto che partecipi al gioco le si avventa addosso Blucknonabbaiarenoononsalirmisullespallebruttosaccodipulci! Ehimistamettendolezamponesulseno! Massssssimo PORTALO FUORIIIII !!!
Signore, Signorsì, Signore. Prontamente ubbidiamo, mentre l'intero quartiere, che ne avrebbe fatto volentieri a meno, viene messo al corrente di cosa lei pensi sul rapporto uomo-cane, sull'infantilismo in antitesi al divenire, sul comprendonio in genere.
Ma ma ma Capo, che le prende? Le stavo facendo le feste! Niente Bluck fimmina è, forza andiamo, le crochette le ho, i guanti pure, l'ombrello, no buono mica ti meno con questo, pronti, passo prima io eh! Ok capo guarda sto solo scodinzolando, ma sto ascensore quando arriva, e sei proprio sicuro che non ci siano alci giù alla sorgente?. No Blucky, stamattina solo tonni, non troveremo neanche una lucertola con tutta sta pioggia, vento.
Che mi dici, la facciamo qui? No Capo, dietro quell'albero mi pare più interessante, non senti che buon odorino?. Forza Bluck che magari l'Osso di Pesca fa la sua comparsa. Lo spero anch'io Capo, ci provo tre volte al giorno e magari questa è la volta buona, tu Capo controlla bene. Tranquillo, tu fai che io analizzo.
Spero che la lezione sia servita al lupetto, mentre stavamo lupamescamente dividendo una pesca, l'osso della suddetta mi è scivolato di mano e sto immondezzaio ambulante l'ha inghiottito al volo. Immediato spalancamento forzoso delle fauci ed instantaneo inserimento manuale-col-gomito-in-gola, gastroscopia tattile inutile e tardiva. Diagnosi successiva dal vet: Forse è ancora nello stomaco. Terapia:crusca, verdure, ed invocazioni a Manitù. Prognosi: se non appare dal sottocoda in 48 h si chiama la Nasa e col protosincrotrone si eradica il problema. Le 48 h erano state superate ma avendo chiesto, pistola in pugno, una proroga, altre 48 ci vennero concesse. E così il famelico Bluck si dedicava con particolare impegno al gravoso compito espellettivo...
Ma ma ma cosa abbiamo qui? BRAVO ECCOLO, i rimasugli della parte legnosa ed il bel nocciolo che lasciamo li. Magari un giorno germoglierà. Bravobravobravocane, ma si! saltella sulle piscine e inzaccheriamoci tutti, non serve chiamare la Nasa, noi lupi abbiamo fatto tutto da soli. Aspetta che raccolgo tutto il resto ed oplà nel cestino. Ehi Bluck guarda un delfino, dove dove'è dove? Stupidocane te l'ho fatta anche stavolta :-) Passiamo davanti al giardino della Pia,bauuuubauuubauuu, bravo sveglia quella verginella figlia dei fiori, di amori clandestini e multietnici, sangue terrier e dinamitardico temperamento da bigolina, allevata dalle Orsoline. La sfacciata sbuca fuori dalla siepe e cerca di scavalcare il cancello per unirsi alla compagnia. Una festa di abbai da oscurare i tuoni. Tra scrosci di pioggia si apre un'imposta al primo piano. L' architetto Antonella fa capolino. Ah siete voi, ma siete proprio matti ad uscire con sto tempaccio. Ma di che tempaccio parla sta qua, Capo, noi siamo siby lupi, finalmente l'estate sta finendo, nell'acqua ci sguazziamo e con la neve facciamo l'amore. Non è vero capo che sono più carino col musetto bagnato? Si Bluck sei un figo da sballo con la pelliccia lucente. Una sconsolata Pia rimane confinata nella cuccia, che neanche la maestra mente di Wright avrebbe saputo progettare, finchè non spiove.Su al piede al parco l'avventura ci attende e NONTIRARMINELLEPISCINEEEE. Guarda Capo, che magnifica preda che dici prepariamo l'agguato? Sottovoce vai lupetto, tu alla mia sx abbai e lo spingi dalla mia parte, io mi apposto a dx e mi cadrà tra le fauci. In silenzio ci avviciniamo. Musi affilati e code diritte in linea. Vai con gli abbai, Come vado, Capo? Bene bene, senti come gli ringhio, lo stiamo terrorizzando. Ehi si,Capo, mi pare morto di paura. Altro che morto mi sembra stecchito. Saltiamo, balliamo, tre passi indietro due in avanti, culo in alto, passo del giaguaro, finte a zig zag...Ok basta così inutile infierire e poi oggi ci sentiamo particolarmente buoni dopo la mission impossible al gusto di
pesca. Ci allontaniamo dal prato sazi della gloria del combattimento. La povera preda, un collettore d'idrante di rosso vestito ci fissa
immobile, come al solito, credo si sia abituato alla nostra quotidiana
liturgia. Infangati e felici, torniamo alla tana. Ehi Capo,uuawwwoou, certo che dopo tutte queste corse ho un po' sonno,uuawwwooouuu, mi lasci dormire? Sbadiglia col rischio di lussarsi la mandibola, lingua arricciata e palpebre a mezz'asta, magari chiederò ad Occhiverdi se lo addestra a porsi la zampotta davanti alle fauci, sicuramente Maggie da vera dama di compagnia della Regina Elisabetta, è capace di effettuare con fine eleganza tale gesto. Si ha notizia che Maggie abbia eseguito una perfetta riverenza quando venne annunciata al Gran Ballo delle Debuttanti, Dob impeccabile al suo fianco, si esibì in un esemplare inchino che ne rivelava la nobile origine legata agli Junkers. Kira marchiò il territorio. (No dai Kira, sto scherzando :-). Ok lupetto ti sfriziono e ti asciugo e poi vado a farmi una doccia. Capo, sei proprio sicuro che laggiù alla sorgente non ci siamo alci che si stanno abbeverando? No, Bluky stamattina niente alci, con tutta sta pioggia girano solo tonni per le str
ade. Uaaaawoouu...e pensi che il Rottenfuhrer un giorno installerà al campo un cannone sparaneve, per la gioia di noi siby? Può darsi, cucciolo, può darsi, e magari sarà neve al gusto di menta.
Si addormenta mentre lo asciugo, un osso vicino, il pollo di gomma, quattro rametti da scortecciare. Sono sicuro che sta sognando di alci che mai incontrerà, da inseguire su terreni ghiacciati.
La figliola si sta preparando per uscire, ci sorride, gli grattugia la gola, mi chiede com'è andata. Vedo che ha optato per la coda da cavallo.
Sta crescendo in fretta la ragazza, tra un po' sarà pronta per
spiccare il volo.

Max

By Max&Bluck 01/11/2004

Battle field

 


Se ne stava ben piantato nel mezzo del campo ad una decina di metri da noi. Bello come un Brad Pitt, piè veloce nella piana di Ilio, Saldo sulle zampotte, il tronco sporto in avanti, gli occhi da inuit socchiusi in attente fessure, la coda ad arco, non a sesto pieno ma con buona volontà piegata nel verso giusto, aspirava l'aria dal naso come se avesse una turbina nelle canne nasali, le molecole odorose gli avevano fatto scintillare i neuroni. Aveva puntato una splendente doberman dal mantello marroncino che, ignara di tanta attenzione, brucava l'erbetta con altezzosa classe e signorilità rivelando la sua consuetudine all'uso della posasateria d'argento in stile 700 inglese. Ehi Capo, l'hai vista? Quasi quasi ci zompo addosso e le mordicchio la gola. Lupetto, tieni a freno quei quattro ormoni che hai cominciato a produrre, credo che quella ti sbranerebbe come ti avvicini e di te non rimarrebbe neanche un pelo. Naaa Capo sono un lupotto grande grosso e cattivo di ben 12 kg e quella dolby la affascinerò col mio fare selvaggio... Ecco lo vedete, ci illustra la domatrice, l'amazzone dai fulvi riflessi e con gli occhi di un verde marino rubato alle calde tinte d'acque tropicali circondate dai reef corallini, se ne sta lì sicuro di se stesso, equilibrato da vero dominante. Ci sarà da lavorare con lui...temo per Francesca, non vorrei che da adulto la ponesse sotto al suo dominio, magari è meglio utilizzare il collare a semistrozzo per abituarlo all'autorità, ora vi faccio vedere. Lo chiama e tra mille vezzeggiativi e carezze in un attimo il collo di Bluck si trova fasciato di kevlar e acciaio inox. Aho Capo, che sta facendo Occhiverdi? Perchè mi ha messo sto coso me mi strozza? Ehi bella rimettimi subito la pettorina-che-mi-piace-tanto che ti scarrozzo alla velocità del suono in giro per il campo. Stai tranquillo Blucky, temo di immaginare che i felici giorni dell'anarchia siano terminati per entrambi, cerchiamo d'avere pazienza, magari ci piacerà questo nuovo gioco. Provalo tu, Capo, questo gioco, cought cought a me non piace neanche un po', cought cought, mi sta strozzando, che razza di Capo sei? Fai qualcosa cought cought! Capo vengo da te che mi liberi. Meglio se non ti allontani da lei, lupetto, credo che Occhiverdi non la prenderebbe bene. Bluck fa un balzo verso me e Francesca, la mia figliola che cerca di trattenere le sue lacrime da tredicenne vedendo in suo teeeeenero cuccioletto strattonato. Ha solo la trazione anteriore a mezz'aria che la domatrice lo blocca con un dosato strappo accompagnandolo con qualche rimprovero, tranquilli, ci dice con un sorriso che svela riflessi smeraldini, mica ve lo ammazzo. EH NO Capo, questo Occhiverdi proprio non me lo doveva fare cought cought, ora le faccio assaggiare i miei canini che anche se sono ancora da latte penetrano come le lame laser dei Jedi. Occhio Blucky credo che la ragazza abbia altre sorprese da rivelarci, io non la sottovaluterei proprio, frena l'irruenza ho dei brutti presentimenti, ricordati sempre cosa diceva il tuo papy quando sgroppava lassù, inseguendo gli orsi tra i pendii nevosi dello Yukon, meglio un asino vivo che un lupetto morto. Ma Bluck non mi ascolta ed apre la sua tagliola puntando al succoso avambraccio della domatrice di fiere. Le fauci non sono ancora del tutto spalancate che l'occhio esperto dell'istruttrice, cui nulla sfugge, anticipa il subdolo attacco, con la velocità che impiega la luce a percorrere un centimetro, la soave fanciulla da simpatica Barbie si trasforma nel più cazzuto degli Chief Istruttori dei Navy Seal. Il mondo sembra arrestarsi, un silenzio carico di orrore scende nel campo, anche Maggie smette di scodinzolare sconcertata dal diluvio che si sta abbattendo, in un'esplosione di urlacci e maledizioni, insinuando seri dubbi sulla moralità della Dora Shinning-moon-in-winter.night, madre del mio povero bestio, la domatrice fa vedere al mio lupacchiotto chi comanda scatenando un esercito di famelici sorci verdi, usando il guinzaglio come naturale prolungamento della sua mano, senza smettere di insultarlo e con la spettacolare capacità di non ripetere mai per due volte gli stessi epiteti, fa percorrere al lupacchiotto ripetuti arcobaleni nel cielo, e fu così che Bluck fece conoscenza con la dura legge di gravità. Più in alto sali e più dura sarà la caduta. L'eco dell'esplosione nucleare raggiunge un contadino che tranquillo zappava l'orticello a 5 km di distanza, atterrito lascia la zappa al suo destino e tremante si ripara ventre a terra attendendo che gli dei smettano di litigare. Ehi Capo che c'ha sta matta? Perché mi urla a due cm dal mio tartufo? Dille che non serve urlare che noi lupi ci sentiamo benissimo cought cought, sono tutto dolorante, Occhiverdi mi deve aver spezzato almeno 38 costole, in fondo volevo solo staccarle un braccino, tanto ne ha due, ora le faccio capire che ci sarai tu a difendermi. Ehm Lupetto mi sono distratto un attimo, che ...(continua...)che è stato sto tonfo, cosa fai a mezzo metro da terra appeso come un salame? Arfgh arfgh arfgh soffoco, cought cought, Capo ti dispiace se mi arrendo? Sta matta mi sta ammazzando cought cough. Bravo Bluck mi pare proprio una buona idea dalle una leccatina alla mano e sono convinto che ti perdonerà. La fiera domatrice ferma la giostra e rimette a terra il siby husky, che ruffianamente le si struscia addosso e la slinguazza. Si ripete l'accadimento questa volta in senso opposto in un mare di complimenti, braaaavoilmiocane, coccole e puzzolentissimi nonché prelibati bocconcini Lei smette la mimetica ed inonda un estasiato Bluck di carinissime attenzioni. Un Bluck completamente rimbecillito sull'orlo dell'innamoramento ora in suo potere esegue ogni genere di esercizio col sorriso sul musotto, si mette in equilibrio sul tartufo, esegue il triplo carpiato, e quando Lei gli chiede di saltare, prontamente domanda: "Da quale finestra?" Capo, Capo, ma io questa Occchiverdi me la sposo, non la trovi carinissima, dai che ce la portiamo nel branco con noi. Seee, vedi Lupetto, Occhiverdi un suo branco già ce l'ha, e poi ricordati che tu al massimo potrai aspirare al posto di Beta quindi nisba :-). Beh Capo almeno ci ritorneremo? Qui comincio a divertirmi un sacco. Sicuro Bluky, ci torneremo spesso e vedrai quali altri divertimenti ci aspettano. Sai Capo, mi spiace deluderti ma riesco a capire le richieste di Occhiverdi molto meglio di quanto non riesco con te. Mi piace un sacco lavorare con lei adesso che mi ha spiegato come devo comportarmi. Ehi bastardone, non esagerare adesso sennò stasera ti dimezzo la razione di pappa. Ohibò non scordare che il tuo Capo sono io. Tranqui… non lo scordo, con te mi diverto a cacciare le lucertole e a spaventare i gattacci, tendere gli agguati ai passerotti e a fare la lotta, maaaaa Occhidolci.....Bastardo di un lupetto!
Fu così che Lei ci introdusse nei piaceri della conduzione, alla fine dell'ora, cavolo già passata Capo? Proprio ora che ci ho preso gusto-voglio-tornarci-anche-domani-e-dopodomani, ci consigliò di abbandonare definitivamente la pettorina e di procurarci il nuovo collare. Prontamente sull'attenti ubbidimmo con piacere, e felici dell'esperienza appena conclusa lasciammo a malincuore il campo, con la consapevolezza che ci si erano aperti nuovi orizzonti popolati da nuovi amici.
Al Pet-shop la commessa ci chiese di quale colore gradissimo l'attrezzo. Ehi Capo, ma questa non ha visto il mio occhio? Ahi si, aggiunse con un sorriso incrociando lo sguardo di Bluck, sicuramente lo lo vorrete azzurro :-)
Un sincero ringraziamento da parte del branco per la pazienza, la competenza, la simpatia, le capacità, dell'istruttrice e dello staff. Noi lupi siamo dei testoni, ma col vostro aiuto forse riusciremmo a non infilarci più le zampe nel tartufo :-)
Si ringrazia inoltre la madre della domatrice per la fornitura degli occhi verdi mutevoli al meteo e faremmo un torto ai crucchi ignorarli per l'invenzione del wurstel, vera arma segreta di ogni trainer :-)

Un cordiale saluti a tutti .

Max

By Max&Bluck 01/10/2004



 

TELECRONACA DEL RADUNO EUROPEO A GIRONA, IN SPAGNA IL 7-8-9 GIUGNO 2003

Sveglia alle 6.30!
Chissà perchè stamani Giorgio, che ama dormire al mattino, ci chiama e malgrado la nostra sonnolenza ci invita a muoverci? Perchè si parte, sì...!!!.
Partiamo anche noi perchè vedo la nostra borsa dell'agility che Giorgio ha riempito di crocchette.
Chissà forse raggiungiamo Marina che è partita alcuni giorni fà con l'aereo.
Saliamo in auto e dopo un'oretta di viaggio ecco che troviamo i nostri amici Bobtail con i loro padroni a Peschiera del garda.
C'è Apple Jack, il grande campione! Poi ecco che con lui c'è " l'amichetta tutto pepe " di Miele :Eva , proprio una bella cagnolina!
Con Germana ci sono anche Bepi, il fratello splendido e vaporoso di Miele, e Lulù, una delle figlie di Bepi e direi proprio una modella!!!
Che bello rivedere Simonetta, Graziano, Federica, Valentina, Germana, Giampietro e Nicoletta!
Così c'è qualche coccola in più per tutti noi bobtail!!!
Si riparte e ......altra tappa a Cassano Magnago; sì ora ricordo ci fermiamo proprio dove un dì vidi i miei padroncini scendere dall'auto e poi risalire con il sorriso stampato sulle labbra e nominare ripetutamente:" Miele è proprio carino e soprattutto vivace, sarà sicuramente quello che usciva dal recinto, il fratello di Valentino!".

Siamo da Laura, che arriva con la sua Lulù e sale sulla nostra auto.
Forse Giorgio e Marina vogliono arrivare a tre ? Ecco che arriva finalmente una telefonata di Marina e noooo.........!
Giorgio le dice che sta facendo le prove ad avere tre bobtail, vedrete che non mi sbaglio e che a breve mi arriva il secondo fratello.

Si riprende il viaggio ed ora sosta a Bordighera. Ecco che vedo la mia bella, dolce e simpaticona Giada! La salivazione aumenta quando lei si avvicina per salutarmi. Che carina e brillante, proprio come Paola e Gianni, i suoi simpatici padroni.
Credo non ci sia più nessuno da raggruppare al nostro bel gruppo di bobtail italiani pronti per..... ora penso proprio di aver capito, si andrà sicuramente all'Euroshow 2003, come quello scorso svoltosi a Kulmbach, in Germania.
Intorno all'ora di cena, dopo una bella e lunga dormita, ci fermiano finalmente perchè la fame ora si fà sentire all'hotel Formula 1 di Carcassonne, ma vedo che noi ripartiamo e ci fermiamo ora veramente all'Hotel Formula 1 di Perpignan.
Siamo in Francia, un bel viaggetto, ma credo non sia finito qui.
Dopo una scarsa cena ( La razione di crocchette è stata proprio misera ! ) e una bella dormita eccoci nuovamente in viaggio e questa volta per Barcellona.
Sento che tra poco vedremo la mia padroncina perchè ci stiamo dirigendo verso l'aeroporto.
Eccola......si sale sull'auto ed inizia a baciarci sul musetto contentissima di vederci.
Sinceramente mi è mancata un pò!
Pronti e via verso Girona dove finalmente ci ritroviamo con tutti i più bei bobtail del mondo!!!
Siamo in un bell'albergo sul mare ed è splendido essere insieme a tutte queste persone un pò fuori di testa come noi Bobtail!
Abbiamo un'appartamentino vista mare e finalmente sentiamo clima di vacanza anche noi.
Alla sera ci portano a passeggiare sul lungomare e ragazzi miei......che arietta fresca si respira qui!
Il nostro folto e lungo pelo svolazza libero al vento donandoci un leggero sollievo rigenerante. E' proprio una bella vacanzina.
I nostri padroni vanno in spiaggia e fanno il bagno in mare................come vorrei farlo anch'io, ma per noi è purtroppo vietato andare in spiaggia.
Non ci possiamo comunque lamentare anche perchè alla sera ci portano al bar dell'hotel in compagnia con tutto il nostro gruppo italiano e percepiamo che è veramente la nostra festa annuale, ci dedicano mille attenzioni e si divertono con noi.
Arriva il grande giorno dell'esposizione. Vediamo tutti i bobtail sui tavoli e sotto con le spazzole!!!
Certo che diventano tutti belli e vaporosi, sembrano anche molto più grandi di prima.
Ma a noi nessuno ci spazzola.....siamo un pò tristi, ma ora ricordo che saremmo venuti solo come spettatori per fare il tifo ai nostri amici italiani.
Sarà per la prossima volta, è meglio per ora vedere come ci si comporta ad un'esposizione per non fare poi in futuro brutte figure, noi agilisti o meglio grandi ed unici bobtail italiani ( per ora perchè siamo certi che presto nè arriveranno altri )!
I nostri amici sono "Muy Bonitos " come dicono qui in Spagna.
Non ci siamo sbagliati: il grandissimo Apple Jack, nel raggruppamento CAMPIONI, dopo varie passeggiatine con Valentina che è veramente un'esperta nel portare i bobtail in esposizione, è arrivato al quarto posto, e meritava anche di vincere.
Ora è la volta di Bepi, il fratello bello di Miele, portato da Giampietro, mitico allevatore di bobtail. Sono tanti in questa classe libera maschile e purtroppo la scelta è difficile perchè sono tutti molto belli. Ecco il giudice sta decidendo chi tenere sul ring..............noooo lo manda fuori ma con un ottimo giudizio degno di un bel ECCELLENTE!
Non riesco più a tenere Miele tranquillo, è veramente euforico perchè nelle femmine classe LIBERA Eva è lì che passeggia con Valentina.
Lui dice che è bellissima, ma il giudice purtroppo preferisce altre femmine, troppo vaporose e anche antipatiche e non brillanti come lo è invece Eva.
Comunque sia la nostra ben amata Eva esce anche lei degna di un bell' ECCELLENTE!
Ora entra la mia simpaticona e gioiosa Giada, sempre nella classe libera femminile. Come vorrei vincesse lei! Purtroppo esce dal ring, ma solo perchè la cotonatura non era così perfetta come le altre e per questa piccola virgola quell'antipatica di giudice gli dà come giudizio solo un MOLTO BUONO!
Anche se vorrei dare una tiratina d'orecchie alla Paola che forse non ha spazzolato bene la mia amichetta, sinceramente sul ring era, per me la più simpatica!
Invece ecco che Lulù, figlia di Bepi, sì piace proprio tanto al giudice ( anche perchè Giampietro ora indossa i pantaloni lunghi ed è più "charmant" )
Sì stiamo tutti scalpitando ed il cuore batte a mille.... La grande e dolce Lulù si classifica al primo posto!!!!
Germana per poco si mette a piangere dalla gioia e a noi manca proprio poco per imitarla.
A Marina è venuta la pelle d'oca per l'emozione! E' bello essere tutti così uniti e compatti come gruppo italiano.
Ma non è finito quì perchè anche nello spareggio maschi e femmine la grande Lulù riesce nuovamente a stracciare il posto al maschio!
Di Lulù nè abbiamo due ed ecco che Laura con la sua puppy Lulù entra nel ring e dopo varie passeggiatine anche lei avanti e indietro un buon giudizio di
promettente!
Ragazzi non ci si può lamentare dei BOBTAIL ITALIANI: GRANDE FIGURONE!!!
Stanchi della bellissima e vittoriosa giornata noi bobtail ritorniamo in camera mentre i nostri padroni si preparano per la grande festa in nostro onore e perchè no, anche in loro onore che visto che ci hanno adottato quasi come figli veri e propri.
Ma come sono belli ed eleganti, tutti in abito da sera e pronti per il gran Galà EUROSHOW BOBTAIL 2003!
Si sente la musica e le voci allegre di tutti i partecipanti alla festa e credo si stiano divertentendo un sacco!
Magari più tardi portano anche noi alla festa.
Dopo cena ci vengono a prendere e andiamo a passeggiare sullo splendido lungomare e quando arriviamo davanti all'hotel sbirciamo dentro e vediamo una bellissima festa con tante persone che ballano in allegria GRAZIE A NOI BOBTAIL!!!
Rientriamo poi in camera e rimaniamo comunque svegli ad ascoltare la musica che è durata fino alle 4 di notte.
Sì è una bella festa il raduno per noi, ma anche per i nostri padroni simpatici come noi del resto!
Il mattino dopo vediamo che si stanno preparando i bagagli e credo sia finita la festa.
Ci ritroviamo tutti all'uscita dell'hotel e sui volti dei nostri padroni un sorriso ancora di allegria per la serata passata, ma un velo di malinconia nel dirci addio ed alla prossima!
Noi non possiamo esprimere così evidentemente come loro il nostro malumore, ma che tristezza abbandonare questo posto sul mare davvero bello!!!
Meno male che a breve ci ritroveremo tutti quanti noi bobtail italiani il 20 e 21 Settembre al raduno italiano in Veneto.

Valentino, il veterano e Miele Dolce Brio




"Il 5 maggio" ovvero la grande disfida di Trieste (...e non solo) 05/05/2002

Ei fu siccome immobile
dato il mortal sospiro
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro...


...lui folgorante in solio
vide il suo genio e tacque
quando con vece assidua
cadde, risorse e giacque...

Perchè questo titolo così importante per un racconto di agilitydog?...

...Tutto cominciò la buia mattina del 5 maggio 2002, giornata importante per due avvenimenti sportivi: la gara di agility a Trieste e le partite decisive per la vincita del campionato di calcio di serie A.

Cosa ci può essere di importante in una gara di agility?...ma un debutto in gara naturalmente!! E chi è in questo caso che debutta? Non il cane, veterano delle gare, ma la conduttrice!!!

Eh sì, sono ancora una volta io, il vostro Dob!! Dovete sapere che in seguito alla gara di Modena (16 marzo 2002) il mio caro papà Stefano si è fatto male ad un ginocchio e dovrà stare fermo per parecchio tempo. Così io già mi preparavo a poltrire per un bel po' di mesi, nel divano di casa.

Ma ecco che adesso, in famiglia, è presa a tutti la mania dell'agility!!! Un bel sabato mi portano al campo e cominciano a farmi girare con la sorellina Eleonora! Non è che il mio entusiasmo fosse alle stelle: figuratevi... per un attimo mi era balenato il pensiero di potermi riposare per un po' di mesi e invece... così mi metto a fare di tutto fuorchè quello che mi dice lei.

Ma pian piano, soprattutto per farla felice e per il bene delle mie lunghe orecchie (quando giriamo urla come una pazza), iniziai a comportarmi come un agilista per bene ed anche Ele, con l'aiuto del papino e di Leonella, cominciò ad imparare a condurmi.

Ora però torniamo al 5 maggio. Giorno di gioie e di dolori sotto vari aspetti. Ma procediamo con ordine.

Ci eravamo trovati tutti, come al solito, in quella buia mattina e, anche se le previsioni del tempo avevano preannunciato rovesci su tutto il nord Italia, noi imperterriti, eravamo partiti per raggiungere il luogo di una gara: Trieste, appunto, avevano detto i miei bipedi.

Dopo un'oretta e mezza eravamo arrivati finalmente sul campo dove, di lì a poco, si sarebbe svolta la prima gara della mia sorellina: "l'ippodromo di Trieste". Il cielo era nuvoloso, ma poco dopo le nuvole si aprirono per lasciare spazio a un caldo sole primaverile. Una dolce brezza mi spettinava il pelo nero catrame... Nooooo, ma che dolce brezza: era la Bora. Il mio racconto sta diventando troppo sdolcinato. Riassumendo:

Fatta l'iscrizione e preso il numero (39) i giudici, i signori Lione & De Martini, diedero le disposizioni su come si sarebbero svolte le gare. Ricognizione Agility 1 e partiamo secondi nella categoria meticci.

Come su suggerimento di Stefano, Eleonora urla fino a che "gli alveoli polmonari non le arrivano fuori dalla bocca": hop, vieniiiiitubooooo, gommaaaa, hop, muroterraaaaa, sotto, vienihop, vieeeeeniiiiiihop, slaoomdaidaidaidaidai..., hop,
vieniiiii, nooooooooo. E fu così che invece di tornare indietro per fare un altro salto, presi la gomma che era fin troppo invitante, davanti al salto. Poi sono uscito in tutta fretta a cercare mio papà, che si era nascosto in un luogo imprecisato lontano dalla portata di occhi e naso (di solito quando io ed Ele facciamo un percorso, e io vedo Stefano, corro da lui).

Intanto De Martini richiamava Eleonora e le diceva di non urlare troppo, "probabilmente l'avevano sentita fino a Capodistria!!" come disse Stefano più tardi. Comunque, A1 eliminati!!!!!

"Ma non preoccuparti, sorellina mia!!" dissi rincuorando Eleonora "nello Jumping sarò sicuramente più bravo"

Non passò molto tempo che la mia "dolce" sorellina venne di nuovo alla mia gabbia, mi mise il giunzaglio e mi portò a fare un po' di obbedianza vicino al campo di gara ed ecco che sento: "Entra il numero 39". "Ehi, ma siamo noi" esclama Eleonora e mi trascina con tutta la forza che ha verso il primo ostacolo. Sì, va bene che ti ho detto che sarei stato più bravo, ma non credevo che il nostro turno sarebbe arrivato così presto.

Niente, non mi vuole stare a sentire. Non ha capito che io, in questo momento, devo annusare il terreno dove fino alla mattina c'erano stati i cavalli: Non ho tempo per sciocchezze come il percoso. Ma lei niente! Comincia di nuovo a urlare, ma un po' meno della prima volta (grazie De Martini, mi hai salvato le orecchie): hop(daidaidai, muoviti, muoviti), hop, lungooooo, vieeeeniiiiiihop, vieniiiiiiiquiiiiiiiihop, tuboooooootuboooootubooooo (ma cosa urli, non vedi che sono entrato?), slaloomslaloomdaidaidaidaidaidai......, hopvieeeeeniiiiiquiiiiii, hop, hop, hop, tubooootubooootubooooo, gommaaaaa, hop, sottoo, vienivienivienihop, vaihop, vaihop, vaihop. Bravo amore miooooo.

Bravo? Ma questo vuol dire che abbiamo finito il percorso? Wow!!!! Felice mi lancio in una corsa sfrenata alla ricerca del mio papà, che si era nascosto ancora una volta per non farsi vedere da me.

Escono i risultati e.... siamo arrivati quarti!!!! Bene, visto che era la nostra prima gara. E voi direte: "OK, anche questo racconto è finito: e tutti vissero felici e contenti" Tutti? Non proprio! Sentite come sono andate le cose dopo:

Dovete sapere che la mia mamma, la mia sorellina e un po' anche il mio papino, sono interisti e hanno vissuto tutto il pomeriggio con il fiato in gola ed in diretta telefonica da Marghera, la partita contro la Lazio!!! Beh, il risultato lo sapete tutti! Come Napoleone nel "5 Maggio" anche l'Inter: "cadde" (primo goal segnatole), "risorse" (rimonta dell'Inter) e "giacque" (Lazio 4 - Inter 2). I commenti li lascio a voi.

Salutoni a tutti, il vostro fedele

Dob


 

Lettera ad un amico.
(Caronno Petrusella 7 aprile 2002)

Caro Dob,
ho deciso di raccontarti la gara di ieri per darti modo di vivere l'agility anche in questo periodo per te di... pausa dalle competizioni!
La giornata nel complesso non è andata malaccio.
Nella gara di Agility, la velocità è stata buona, 4 secondi più del famelico border che ha vinto. Il solito dente dolente della zona in uscita dalla passerella anche questa volta mi ha penalizzato, chissà come mai... ma sai sono così euforico... quando vedo gli ostacoli, il pubblico... lo slalom, accidenti!
Non ho proprio visto il primo paletto e sono entrato sul secondo. Per fortuna il mio conduttore, che è sempre attento, mi ha ripreso...e così con tutta la mia foga sono riuscito a completarlo. In uscita volevo dimostrare a tutti la mia bravura e così ho scartato Giorgio sulla sinistra buttandomi sul salto successivo, ma non ho calcolato bene la distanza per lo stacco e così ho fatto cadere la stecca! Accidentaccio!!!!! Di li in poi tutto liscio, veloce come una Ferrari e preciso come un Rolex.... Risultato 23esimo!

Jumping: Parto al solito come un razzo, tutto liscio, tunnel morbido, hop, slalom, hop... tubo... hop... penultimo salto: ... gira hop addosso al mio conduttore (sempre tra le zampe al momento sbagliato!), torno indietro, salto e mentre stacco per il salto successivo sento un rumore metallico... la stecca cade!!! Peccato...
Il giudice, attentissimo, mi affibia un rifiuto ed una penalità.
Chiudo con un tempo di 6 secondi superiore al solito migliore border: 32esimo. Comunque mi sono divertito un sacco ed ho passato una bellissima giornata.
Ciao a tutti dal vostro Miele Dolcebrio

Giorgiodimiele


 

Modena 16 marzo 2002
Ed eccoci di nuovo operativi.
Dopo mesi di allenamenti intensi di arrabbiature di zone non fatte di ricerca di nuovi metodi di allenamento siamo di nuovo in partenza per cercare di conquistare quel pezzettino di percorso che ci porterà finalmente a partecipare alle gare di domenica anzichè di sabato.


"Sento Stefano che si muove di là in bagno...(sbadiglio), ma che ore sono? Guardo la finestra, ma il buio mi rassicura che è ancora troppo presto per alzarsi e mi rigiro sul tappeto coprendomi gli occhi con le zampe.

All'improvviso si accende la luce in cucina, Stefano! Non l'avevo sentito arrivare, mi stiracchio e batto un po per terra con la coda tanto per fargli vedere che sono viglile ed attento (non si sa mai che non mi cada qualche biscotto).
Guardo Stefano un'altra volta e vedo che non è vestito come al solito, queste scarpe sniff sniff mi ricordano qualcosa, mi ricordano il campo di agility. Vuoi vedere che invece di andare al lavoro andiamo al campo?

Scendiamo in istrada e comiciamo la nostra passeggiata, la nebbia ci ricorda l'inverno che fortunatamente ci siamo lasciati alle spalle ed i merli ci fanno riscoprire, come fosse sempre la prima volta, il meraviglioso mistero della natura che si risveglia a nuova vita.

Finiamo la nostra passeggiata ed entriamo in macchina. La direzione che prendiamo oggi mi è desueta, ma riconosco egualmente strade e viali. Finalmente riconosco la casa di Coral e Maggy. Wow! Andiamo proprio al campo, ma perchè arriva anche Paolo...e Stefano che ci fa qui?

Si apre il portellone e cominciano a scaricare la MIA macchina per caricare tutto (me compreso) in macchina di Paolo e sapete chi mi mettono a fianco? Quell'irascibile di Bingo! (mai che si possa fare un discorso con lui senza che ti mostri i denti) Fortunatamente il suo kennel e la mia gabbia ci dividono. Intanto arrivano anche Marina e Giorgio con Valentino e Miele alla cui vista comincio a subdorare che ci sia qualcosa in più di un giro al campo.

Si apre la gabbia e mi infilano dentro anche Bond detto da me puzzola per via del suo alito (non si deve lavare i denti da giorni). Partiamo e dopo tre quarti d'ora, mi decido ad avvisare Stefano che con Bond non è che stia molto comodo.
All'area di servizio di San Pelagio Stefano si accorge divertito (LUI!) che Bond è spaparanzato sul fondo della gabbia ed io ho fatto tutto il viaggio fino a qui in...zampe visto che non riuscivo a mettermi disteso.
Finalmente mi tolgono puzzola dalla gabbia ed io riesco a sdraiarmi.

Dopo circa un'ora arriviamo a Modena e Marina si avvicina alla mia gabbia dicendomi: " Allora campione sei pronto per la gara?" al che mi faccio convinto che oggi faremo un'altra gara.
Scaricano armi e bagagli e mi portano ad espletare qualche funzione biologica impellente.

Ecco sono cominciate le prove e vedo molti miei simili guizzare nello slalom o saltare sui salti o sulla palizzata. Dopo un tempo interminabile Stefano si avvicina alla gabbia e me l'apre al che io esco fuori tutto scodinzolante, mi mette il guinzaglio ed andiamo a fare una passeggiatina. Ad un certo punto ci dirigiamo verso il campo di gara, il cuore mi batte forte forte perchè...vicino a me c'è una meravigosa femmina di pastore tedesco che mi fa gli occhi languidi.
Entriamo in campo è il nostro turno, Stefano è molto teso perchè dall'esito di questa gara dipenderà la nostra assiduità alle altre gare (il sabato di solito noi lavoriamo) la domenica.

Partiamo e dopo il tubo e due salti Stefano mi indica lo slalom, ma non molto convinto al che mi passa a destra e me lo indica un'altra volta, io lo faccio tutto annusando in qua e in la poi mi fa un pivot davanti e mi invia nel salto successivo chiamandomi sulla bascula. Facciamo la gomma ed il tubo nuovamente passando per il muro e la palizzata dove faccio una zona esemplare; passo sul sotto e quando esco vedo Stefano che fa un movimento strano con la gamba mentre una smorfia di dolore gli torce per un attimo la bocca. A quel punto ragazzi non so proprio cosa mi sia successo...sarà stata la tensione...i würstel mangiati come regalino o semplicemente perchè dovevo andare al bagno ancora che mi son dovuto fermare e fare la popò. Stefano non ha molto gradito questa mia performance che ci è costata l'eliminazione, ma ha fatto buon viso a cattivo gioco e siamo usciti (lui zoppicando) dal campo di gara.

on so che cosa gli sia successo solamente si è tolto la ginocchiera che di solito si mette ed ha cominciato a massaggiarsi il ginocchio dolorante. Al pomeriggio abbiamo fatto la prova dello jumping, ma non ero molto carico, e poi non volevo che Stefano si affaticasse troppo nel corrermi dietro, così abbiamo sì fatto il percorso, ma molto lentamente.

Al ritorno quando siamo scesi dall'auto zoppicava vistosamente, beh speriamo che non gli sia successo nulla di grave altrimenti chi mi porta più in gara dove posso incontrare tutte le femmine che voglio?
Alla prossima!!"

Stefanodidob


 

Cronaca di una gara

ovvero

Udine 25/11/2000

Click!…mmmhhh è già ora di alzarsi che accendi la luce?

Dice Dob, un bel meticcio dobermann di quattro anni, a Stefano il suo capobranco; come mai così presto oggi?… e perché svegli anche Gabriella ed Eleonora? Mi sa che oggi è un giorno un po’ speciale.

Appena pronti, con armi e bagagli, scendiamo giù e, dopo aver fatto la passeggiatina biologica, carichiamo la macchina e partiamo. Sono tutto eccitato perché, quando sono assieme a tutto il branco, significa che mi aspetta una giornata divertente.

Dopo un’oretta e mezza (ah si mi sono dimenticato di ricordare che abitiamo in Marghera, vicino Venezia, posto ameno……di 1 kilometro dalle fabbriche chimiche) arriviamo a Udine, al parcheggio della fiera, dove vedo immediatamente dei miei simili. Non sto più nel pelo e comincio a guaire e ad agitarmi per scendere dall’auto.

Appena sceso, mi do subito da fare per marcare il territorio qua e la e così mettere le cose in chiaro con gli altri. Finalmente riconosco la My e la Dlarity, due border collie, che fanno parte della squadra d’agility cui anch’io faccio parte e corro loro incontro per salutarle e dar loro qualche annusatina. Entriamo in fiera e ci dirigiamo, fra levrieri altezzosi e simpatici carlini, verso il padiglione dove si terrà la gara.

Si! Ho capito finalmente che oggi è giorno di gara!

Stefano è molto preoccupato ed in tensione quando facciamo una gara e non perché dubiti delle mie capacità, visto che quando mi porta a giocare al campo d’agility mi dimostro sempre attento e preciso, ma per un mio piccolo, chiamiamolo così, difetto: “ Ragazzi! Quando c’è una “ragazza” che ha appena finito o deve quasi iniziare il suo periodo di “calore” io la sento anche a cento metri e non c’è “vieni!” che tenga… mi fiondo a tutta velocità verso di lei…compromettendo così i risultati della gara.

Dopo l’iscrizione facciamo un giretto di perlustrazione bordo campo (non mi è consentito l’ingresso se non per fare la gara) tanto per saggiare gli odori e…fantastico!Una decina di metri più in la m’incollo con il tartufo per terra e comincio a sbavare alla ricerca della mia diletta che lascia questa buonissima traccia.

Purtroppo Stefano se n’accorge e mi dirotta da un’altra parte dove iniziamo a giocare con la pallina, aspettando il nostro turno di gara. Ecco, iniziano i “mini” con la loro spesso buffa e saltellante andatura fra i quali riconosciamo Billo, un pluridecorato meticcio spino-bassotto-terrier; poi è il turno degli "standard" fra i quali noto subito Babylonia detta Matilde una splendida alano femmina che, con la sua mole, stenta ad entrare nel “tuboooo”e a passare per lo slalom.

“Si prepari alla partenza il concorrente numero 132”, sento al megafono, e Stefano corre a prendermi dove io lo accolgo zompandogli addosso e invitandolo al gioco.

Ci prepariamo sulla linea di partenza ed attendiamo il fischio del giudice, oh guarda questa volta è la signora Brandenberger.

Fischio e partiamo di scatto; dopo i primi ostacoli Stefano vede che rispondo bene e che non ci sono odori vicini che mi possono distrarre, nemmeno quando faccio lo slalom (di solito lo faccio naso a terra).

Dopo un salto giriamo di scatto e Stefano, indicandolo con la mano, grida “tunnel” (il tubo floscio), ma io entro ed esco subito perché non mi è parso di aver capito bene: “Tunnel!” m’indica nuovamente, al che capisco e mi tuffo dentro facendo gonfiare la tela al mio passaggio.

Corriamo appaiati ed ora tocca alla palizzata dove non tocco la “zona rossa” in discesa (devo toccarla almeno con una zampa) e stessa sorte tocca alla passerella, ma in compenso siamo stati abbastanza veloci ed usciamo correndo dal campo di gara (anche se devo consolare Stefano perché arrivo sempre prima di lui).

Aspettiamo con impazienza l’affissione dell’ordine d’arrivo e…”Wow!!” ce l’ ho fatta. Ho un podio anche stavolta: “Siamo arrivati terzi”.

Alla premiazione ricevo due buonissimi biscotti ed una medaglietta in argento con il risultato della gara.

Stanchi e con gli occhi rossi dalla levataccia mattutina, saliamo in macchina per il viaggio di ritorno.

Penso proprio che mi farò tutta una dormita fino a casa.

Stefano di Dob